Salta al contenuto
Serbatoi Interrati

Serbatoi Interrati / Notizie

Quanto costa togliere un serbatoio GPL interrato, e perché il preventivo non somiglia a quello del gasolio

6 min di lettura

Due preventivi molto distanti fra loro, sul GPL, quasi mai si spiegano con lo scavo: si spiegano con chi è il proprietario del serbatoio e con chi svuota il gas residuo. Qui trovi le voci che nel GPL esistono e nel gasolio no — la tubazione incamiciata, lo sfiato, l'ancoraggio contro le spinte idrostatiche, l'intervento sull'impianto gas — e le domande da fare prima di mettere due cifre a confronto.

Veduta di un impianto industriale

Hai due preventivi per lo stesso serbatoio, nello stesso giardino, e la differenza è tale che uno dei due deve sbagliarsi. Prima di decidere che il più caro ti sta gonfiando il conto, guarda dove si annida la distanza: nel GPL quasi mai è lo scavo, perché macchina, autista e ore sono uguali per tutti.

Un serbatoio di gasolio è tuo, pieno di un liquido che è un tuo rifiuto, e il preventivo è movimento terra più smaltimento. Un serbatoio di GPL molto spesso non è tuo, contiene una sostanza che torna al fornitore invece che in un impianto di trattamento, ed è agganciato a un impianto a gas che una ditta di scavi non può toccare. Tre differenze, e ognuna sposta una voce intera.

Quanto è concentrato il mercato: province per numero di imprese in elenco
2-3 imprese45 prov.4-9 imprese53 prov.10 o più9 prov.

Nostra misurazione su 107 province coperte. Dice quante alternative hai davvero dalle tue parti prima di dover cercare fuori provincia. Aggiornato al 29 ottobre 2026.

Prima di chiedere un preventivo, leggi la targhetta

Nella maggioranza delle utenze domestiche il serbatoio è della società che fornisce il gas, in comodato, e la verifica è immediata: il decreto legislativo 22 febbraio 2006, n. 128 prescrive all'articolo 16 che sui serbatoi installati presso l'utenza sia chiaramente indicata la ragione sociale dell'impresa distributrice. Se c'è un nome che non è il tuo, tutto ciò che riguarda il recipiente — svuotamento, estrazione, ritiro — è materia di quella società e del contratto con lei.

È qui che nascono i preventivi incomparabili: uno presuppone che il serbatoio sia tuo e quota anche estrazione e trasporto del recipiente, l'altro lo dà al distributore e quota solo ciò che resta intorno. Non sono due prezzi per lo stesso lavoro, sono due lavori. Le condizioni economiche del ritiro — oneri di rimozione, caparra, preavviso di disdetta — non stanno nella normativa tecnica ma nel contratto, e cambiano da fornitore a fornitore.

Lo svuotamento non è una voce da autospurgo

Un serbatoio GPL «vuoto» non lo è: contiene fase gassosa in campo di infiammabilità, e il GPL è più pesante dell'aria, quindi non sale ma scorre raso terra e si ferma nel punto più basso che trova. La regola tecnica antincendio è scritta attorno a questo: il decreto del Ministro dell'interno 14 maggio 2004 consente al punto 19 del suo allegato lo svuotamento del GPL residuo in caso di dismissione, ma stabilisce che l'operazione «deve essere effettuata da personale all'uopo addestrato e provvisto di apposita attrezzatura che può essere costituita anche da un sistema di autocaricamento in dotazione all'autocisterna».

Nel preventivo la voce va nominata: chi svuota, con quale attrezzatura, quale documento lascia. E un dettaglio può spostare il conto: lo stesso decreto, al punto 11, elenca fra gli accessori indispensabili gli «organi per la rimozione della fase liquida in caso di dismissione, manutenzione o emergenza», ma li richiede «se non già previsti per esigenze operative». Su un serbatoio vecchio quell'attacco può non esserci, e il recupero del residuo diventa più lungo: da chiedere in sopralluogo, non da scoprire il giorno del lavoro.

Quel decreto disciplina installazione ed esercizio, e finisce lì. Che cosa si fa dopo lo svuotamento — con quale procedura il serbatoio viene reso sicuro prima che qualcuno gli si avvicini con una fiamma o un disco, e con quale misura si dimostra che dentro non c'è più atmosfera esplosiva — lì non è scritto, e proprio per questo deve stare nel preventivo. E se qualcuno deve entrarci, vale il DPR 14 settembre 2011, n. 177, che all'articolo 2 riserva il lavoro in ambiente confinato a imprese qualificate.

Le voci che nel gasolio non esistono proprio

La tubazione che porta il gas dal serbatoio alla casa non è un tubo appoggiato nella terra. La regola tecnica del 2004 prescrive al punto 13 che i tratti interrati siano protetti da un'incamiciatura a perfetta tenuta, con uno sfiato alto almeno due metri e mezzo sul piano di calpestio e parte terminale tagliafiamma, e che i cunicoli delle tubazioni in fase liquida siano rivestiti internamente e riempiti di sabbia. Il percorso da mettere fuori servizio è più lungo del serbatoio, e quello sfiato che sbuca in giardino — spesso scambiato per un tubo dimenticato — dice dove passa la linea.

Sull'ultimo tratto, quello che entra in casa, c'è un vincolo di mestiere: gli impianti di distribuzione e utilizzazione di gas rientrano fra quelli dell'articolo 1 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, sono riservati a imprese abilitate ai sensi dell'articolo 3 e comportano la dichiarazione di conformità dell'articolo 7. Un preventivo che non dice chi fa quella parte, e quale documento rilascia, lascia scoperto un pezzo che ti servirà davanti a un acquirente.

Anche lo scavo non è quello del gasolio. Il decreto del 2004 impone al punto 5 che i serbatoi siano ancorati o zavorrati, per resistere a eventuali spinte idrostatiche: sotto e intorno al cilindro c'è una struttura da demolire o rimuovere che al momento del preventivo nessuno ha visto, e quanto costa dipende da com'era fatta. Lo stesso punto impone una difesa fissa contro il transito dei veicoli sull'area di interro quando il serbatoio è a meno di tre metri da aree carrabili: altro manufatto da togliere.

Dove invece il GPL costa meno del gasolio

C'è una voce che nel gasolio domina il preventivo e nel GPL quasi sparisce: il rifiuto. Sul fondo di una cisterna di nafta ci sono fanghi che pesano, vanno classificati e conferiti a un impianto autorizzato; il GPL residuo torna invece nell'autocisterna di chi lo ha portato. Restano il recipiente da avviare a recupero e i materiali di risulta dello scavo, ma la voce che fa saltare i conti in una bonifica da gasolio qui pesa poco. Se un preventivo per un serbatoio GPL ha una voce corposa di smaltimento di liquidi e fanghi, chiedi a che cosa si riferisce: la risposta può essere ottima — una vecchia cisterna di gasolio sepolta lì accanto — ma deve esserci.

E il volume non si stima a occhio come si fa con il residuo di una cisterna di gasolio: il decreto del 2004 definisce la capacità come volume geometrico interno del serbatoio, ed è un dato scritto. Due preventivi che su quello partono da numeri diversi partono da un errore.

L'ultima domanda, che va fatta al Comando e al Comune

Il deposito di GPL è un'attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, e il DPR 1° agosto 2011, n. 151 prevede all'articolo 4 che si avvii un nuovo procedimento quando intervengono modifiche di lavorazione o di strutture, nuova destinazione o variazioni nelle sostanze pericolose. Che cosa serva quando il deposito sparisce va chiesto al Comando provinciale dei vigili del fuoco prima di firmare: quella pratica è tempo di un tecnico, e il tempo di un tecnico è una voce di preventivo. Se la dismissione vada comunicata, e in che forma, lo dicono le norme regionali e i regolamenti comunali: la telefonata all'ufficio ambiente del Comune e all'ARPA, fatta prima dei preventivi, è l'ora meglio spesa.

Fonti: decreto del Ministro dell'interno 14 maggio 2004, allegato, punti 1, 3, 5, 11, 13 e 19, testo verificato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004 (codice redazionale 04A05338); decreto legislativo 22 febbraio 2006, n. 128, articolo 16, testo vigente consultato su Normattiva; decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, articoli 1, 3 e 7, testo vigente consultato su Normattiva; DPR 1° agosto 2011, n. 151, articolo 4, testo vigente consultato su Normattiva; DPR 14 settembre 2011, n. 177, articolo 2. Le condizioni economiche del ritiro di un serbatoio in comodato sono contrattuali e variano da fornitore a fornitore; gli obblighi di comunicazione della dismissione e le soluzioni ammesse sono materia regionale e comunale. In questa pagina non compaiono prezzi di mercato: dipendono dalle voci descritte e si determinano in sopralluogo.

Ti serve un'impresa?

Descrivi il tuo serbatoio: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.

Di' capacita' del serbatoio, cosa conteneva e quanto e' accessibile il punto: sono le tre cose che cambiano il preventivo.

Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

Anche approssimativo: serve a capire chi può prenderlo in carico.

La richiesta viene inoltrata alle imprese della zona. Nessun costo per te. Come trattiamo i dati.

Da leggere dopo