Serbatoio fuori terra in disuso: perché è un problema diverso, e di solito più semplice, di quello interrato
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Una cisterna di gasolio in cantina, in un locale caldaia o su un basamento in cortile non si scava e si vede tutta. Restano però tre cose uguali all'interrato: il residuo è un rifiuto, dentro non entra chiunque, e i documenti servono lo stesso. Cosa cambia davvero e cosa chiedere nel preventivo.

Chi cerca la bonifica di un serbatoio quasi sempre ha in mente quello interrato, con lo scavo, la paura della perdita e le analisi del terreno. Ma moltissime cisterne di gasolio da riscaldamento non sono mai state interrate: stanno in cantina, nel locale caldaia, in un vano tecnico, oppure all'aperto su un basamento in calcestruzzo. Quando l'impianto passa a metano o a pompa di calore restano lì, e la domanda è la stessa: cosa ne faccio.
La risposta breve è che il lavoro è più semplice, ma non è un lavoro da fai da te. La differenza principale è una sola, ed è quella che fa la differenza di prezzo: un serbatoio fuori terra si vede tutto, e quindi si può controllare se ha perso senza scavare.
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Quello che cambia
Il primo vantaggio è l'ispezione. Su un serbatoio interrato l'eventuale perdita la scopri solo dopo averlo estratto e aver analizzato il terreno; su uno fuori terra guardi il fondo, le saldature, il pavimento sotto, il bacino di contenimento se c'è. Macchie, odore, ruggine passante sono indizi che si leggono a vista. Se il serbatoio poggia su un pavimento in calcestruzzo integro e non ci sono segni di perdita, la caratterizzazione del suolo che pesa tanto nei preventivi degli interrati di solito non entra in gioco. Se invece il serbatoio sta su terra nuda o su una pavimentazione fessurata e ci sono tracce di prodotto, il discorso torna quello dell'interrato, e l'impresa te lo deve dire per iscritto.
Il secondo vantaggio è l'accesso. Niente scavo, niente ripristino del giardino, niente escavatore. Il nodo pratico, nelle cantine, è un altro: spesso la cisterna è stata portata dentro prima che si costruissero le pareti o la porta, e non esce intera. In quel caso va tagliata sul posto, e un taglio su un contenitore che ha contenuto gasolio si fa solo dopo che è stato bonificato e reso sicuro.
Quello che resta uguale
La prima cosa uguale: quello che c'è dentro è un rifiuto. Il gasolio residuo, l'acqua di condensa sul fondo e i fanghi diventano rifiuti nel momento in cui decidi di disfartene, e l'elenco europeo dei rifiuti ha una voce apposta per i residui di combustibili liquidi, la 13 07 01*, «olio combustibile e carburante diesel», con l'asterisco che indica il rifiuto pericoloso. Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 stabilisce all'articolo 188 che il produttore del rifiuto ne provvede al trattamento direttamente o affidandolo a soggetti autorizzati, e che chi raccoglie e trasporta rifiuti a titolo professionale deve essere iscritto all'Albo dei gestori ambientali. Il trasporto è accompagnato dal formulario, e la tua responsabilità si chiude quando ti torna la copia controfirmata dall'impianto di destinazione entro tre mesi.
La seconda cosa uguale: dentro il serbatoio non entra chiunque. L'articolo 66 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 vieta l'accesso dei lavoratori in recipienti, condutture e simili dove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata accertata prima l'assenza di pericolo o senza aver risanato l'atmosfera. E il DPR 14 settembre 2011, n. 177 riserva le attività negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati a imprese e lavoratori autonomi qualificati, con requisiti precisi: almeno il 30 per cento del personale con esperienza almeno triennale in quei lavori, formazione, addestramento, dispositivi e attrezzature idonei. Una cisterna da duemila litri in cantina è piccola, ma è lo stesso tipo di ambiente.
La terza cosa uguale: le carte. Formulario per il residuo, formulario o documento di trasporto per il metallo, eventuale dichiarazione di bonifica e messa in sicurezza del serbatoio: sono il fascicolo che dimostra, anche anni dopo, che il gasolio è finito dove doveva.
E l'antincendio?
Per i depositi di liquidi c'è una soglia nel regolamento di prevenzione incendi. L'Allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151 elenca all'attività 12 i depositi di liquidi infiammabili o combustibili «di capacità geometrica complessiva superiore a 1 m3»; per quelli con punto di infiammabilità superiore a 65 °C la categoria A arriva fino a 9 metri cubi. Se il tuo deposito era sopra la soglia, aveva una pratica presso i vigili del fuoco: quando lo smantelli, chiedi al professionista che la seguiva se va comunicata la cessazione. Se era sotto il metro cubo, quella parte non ti riguarda.
Quanto costa
Non abbiamo fonti verificabili per indicare una forbice di prezzo. Possiamo dire cosa la sposta: quanto residuo c'è dentro, se la cisterna esce intera o va tagliata, a che piano sta e quanto è stretto il passaggio, se ci sono segni di perdita che richiedono di guardare sotto. Un preventivo per un fuori terra senza perdite non dovrebbe contenere voci di scavo o di analisi del terreno: se le contiene, chiedi perché.
Domande frequenti
Posso tagliarla io e venderla come rottame? No: prima va svuotata e bonificata da un'impresa qualificata, e il residuo è un rifiuto pericoloso che deve viaggiare con il formulario.
Servono le analisi del terreno? Di solito no, se il serbatoio poggia su un pavimento integro e non ci sono segni di perdita. Sì, se ci sono tracce di prodotto su terra o su una pavimentazione fessurata.
E se dentro c'è ancora gasolio buono? Dopo anni di sosta raramente lo è; ne abbiamo parlato a parte, nell'articolo sul serbatoio pieno a metà.
Cosa fare adesso
Fai due foto, una della cisterna intera e una del passaggio da cui dovrebbe uscire, e misura la porta. Poi usa il modulo in fondo alla pagina: la richiesta arriva alle imprese della tua provincia che bonificano serbatoi. Scrivi che è fuori terra, dove si trova e quanto residuo pensi che contenga. Nessun costo e nessun impegno.
Fonti: decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articoli 188 e 193, testo vigente consultato su Normattiva il 10 ottobre 2026; decisione 2014/955/UE, elenco dei rifiuti, voce 13 07 01*, testo su EUR-Lex; decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 66, testo vigente su Normattiva; DPR 14 settembre 2011, n. 177, articoli 1, 2 e 3, testo vigente su Normattiva; DPR 1° agosto 2011, n. 151, Allegato I, attività 12, Gazzetta Ufficiale n. 221 del 22 settembre 2011. Le regole comunali e regionali sulla dismissione dei serbatoi, dove esistono, vanno verificate al Comune.
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Descrivi il tuo serbatoio: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.
Di' capacita' del serbatoio, cosa conteneva e quanto e' accessibile il punto: sono le tre cose che cambiano il preventivo.
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