Salta al contenuto
Serbatoi Interrati

Serbatoi Interrati / Notizie

Cisterna per il gasolio agricolo: la regola tecnica per quella nuova fuori terra, e cosa fare della vecchia interrata

6 min di lettura

La cisterna del gasolio agricolo con erogatore segue il DM 22 novembre 2017: fuori terra, massimo 9 m³, bacino o doppia parete. Sotto i 6 m³ niente SCIA. La vecchia interrata è un cantiere a parte.

Veduta di un impianto industriale

La cisterna del gasolio agricolo con erogatore, quella da cui si riforniscono i trattori in cortile, per i vigili del fuoco è un «contenitore-distributore», e dal 5 gennaio 2018 la regola tecnica è una sola: il decreto del Ministro dell'interno 22 novembre 2017. Il contenitore-distributore è per definizione fuori terra e non può superare 9 metri cubi di capacità geometrica; se il deposito dell'imprenditore agricolo non supera 6 metri cubi, non deve presentare la SCIA di prevenzione incendi, ma la regola tecnica va rispettata lo stesso.

Prima di quel decreto, per le aziende agricole valeva il decreto ministeriale 19 marzo 1990, quello dei «contenitori-distributori mobili, per macchine in uso presso aziende agricole, cave e cantieri». L'articolo 6 del decreto del 2017 lo ha abrogato, insieme a quello del 2003 sui distributori per l'autotrasporto. La circolare dei Vigili del fuoco n. 1 del 29 agosto 2018 precisa che la nuova regola si applica a tutti i contenitori-distributori a uso privato, indipendentemente dal tipo di attività in cui sono installati. Se qualcuno ti cita ancora il decreto del 1990, ti sta citando una norma che non c'è più.

Quanto è concentrato il mercato: province per numero di imprese in elenco
2-3 imprese21 prov.4-9 imprese67 prov.10 o più19 prov.

Nostra misurazione su 107 province coperte. Dice quante alternative hai davvero dalle tue parti prima di dover cercare fuori provincia. Aggiornato al 2 novembre 2026.

Cosa chiede la regola alla cisterna nuova

Il punto 1.2 dell'allegato definisce il contenitore-distributore come un complesso di attrezzature «installate fuori terra», con un serbatoio per carburante liquido di categoria C collegato all'apparecchiatura di erogazione. Il gasolio rientra in quella categoria, che comprende i liquidi con punto di infiammabilità da oltre 65 a 125 gradi. Il punto 2 fissa il limite a 9 metri cubi per il singolo contenitore e per il deposito, che si può ottenere anche con più cisterne affiancate ad almeno 0,8 metri l'una dall'altra.

Il punto 4.1 lascia due strade costruttive. O il serbatoio è a doppia parete, con un sistema di monitoraggio continuo dell'intercapedine; o è a parete singola, e allora deve stare dentro un bacino di contenimento che tenga almeno il 110 per cento del volume del deposito. Chi sceglie il bacino deve mettere anche una tettoia incombustibile, dice il punto 4.6, salvo che la cisterna stia in un box prefabbricato aerato. Va su spazio scoperto, in piano e ancorata, mai sopra locali chiusi.

Le distanze del punto 5.1 sono quelle che in un'aia si sentono di più: 5 metri da fabbricati, fonti di accensione e depositi di materiali combustibili non soggetti ai controlli di prevenzione incendi, 10 metri da edifici anche solo in parte abitativi, esercizi pubblici e luoghi di riunione, 6 metri dalla proiezione delle linee elettriche sopra i 1000 volt in corrente alternata. Con un muro con resistenza al fuoco EI 60 si possono dimezzare. Tutto intorno, per almeno 3 metri, niente materiali e niente vegetazione che possa prendere fuoco: il fienile addossato alla cisterna è esattamente quello che il punto 6.1 vieta.

La soglia dei 6 metri cubi e le cisterne vecchie

Nell'Allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151, i contenitori-distributori di carburanti liquidi fino a 9 metri cubi con punto di infiammabilità sopra i 65 gradi stanno nell'attività 13, in categoria A. Per gli agricoltori c'è però l'articolo 1-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91: gli imprenditori agricoli che utilizzano depositi di prodotti petroliferi di capienza non superiore a 6 metri cubi, anche muniti di erogatore, non sono tenuti agli adempimenti del DPR 151/2011. La circolare del 2018 precisa che in quei casi il decreto del 2017 va osservato comunque, «sotto la diretta responsabilità dell'esercente». Niente pratica, ma la regola tecnica resta, e la responsabilità è tua.

E le cisterne comprate prima del 2018? L'articolo 4 del decreto le esenta dall'adeguamento solo in tre casi: atti abilitativi che riguardavano anche i requisiti di sicurezza contro l'incendio, un certificato di prevenzione incendi valido o una SCIA già presentata, lavori in corso su un progetto approvato dal Comando. La circolare conferma che queste eccezioni valgono anche per le cisterne agricole esenti. Il secondo caso però presuppone una pratica: sotto i 6 metri cubi la SCIA oggi non è dovuta, quindi copre chi ha un certificato o una SCIA presentata prima che arrivasse l'esonero agricolo, nel 2014. È una nostra lettura, non una frase della norma: se nel cassetto non c'è né l'uno né l'altra, quel caso non ti riguarda. La domanda da farsi, documenti in mano, è se il bacino della tua cisterna arriva al 110 per cento. La stessa circolare chiarisce che il bacino non è un elemento strutturale dell'apparecchio: lo si può adeguare anche mettendo la cisterna dentro una vasca della capacità giusta, senza rifare l'approvazione di tipo.

La vecchia cisterna interrata

Una cisterna sotto terra non è un contenitore-distributore secondo il decreto del 2017, che parla soltanto di attrezzature fuori terra. Se l'azienda ha ancora il serbatoio interrato col suo erogatore, che regole tecniche lo riguardano va chiesto al Comando provinciale dei vigili del fuoco. Se supera i 6 metri cubi l'esenzione agricola non lo copre, e si torna all'Allegato I: come deposito di liquidi combustibili, attività 12, oltre un metro cubo, oppure, se col suo erogatore rifornisce i mezzi, come impianto di distribuzione di carburanti liquidi, attività 13. Quale delle due, lo stabilisce il Comando.

Quando la si sostituisce con una nuova fuori terra, la vecchia smette di essere un deposito e diventa un problema ambientale. Il gasolio ancora buono resta dell'azienda. Acqua, morchie e fondami no: escono come rifiuto, e l'articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 vuole che il loro trasporto viaggi con il formulario di identificazione, con produttore, tipo e quantità del rifiuto e impianto di destinazione. Dopo lo svuotamento e la bonifica interna c'è la scelta fra estrarre il serbatoio o metterlo in sicurezza dove sta, riempiendolo. Qui non c'è una regola nazionale unica: lo decidono regolamenti regionali, regolamenti edilizi comunali e le indicazioni dell'ARPA, ed è la prima cosa da chiedere in Comune. Se allo scavo o alle analisi il terreno risulta sporco, per le aree agricole vale il regolamento del decreto ministeriale 1 marzo 2019, n. 46, che ha soglie sue e coinvolge anche la ASL.

È il momento di chiamare un'impresa di bonifica: prima che arrivi la cisterna nuova, non dopo. Chi bonifica svuota il vecchio serbatoio, lo pulisce, organizza trasporto e formulari e sa cosa chiede il tuo Comune.

Fonti: decreto del Ministro dell'interno 22 novembre 2017, articoli 1, 4 e 6 e allegato 1, punti 1.2, 2, 4, 5 e 6, Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2017; testo coordinato dello stesso decreto dei Vigili del fuoco, con la circolare n. 1 del 29 agosto 2018; DPR 1° agosto 2011, n. 151, Allegato I, attività 12 e 13, Gazzetta Ufficiale n. 221 del 22 settembre 2011; decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, articolo 1-bis, comma 1; decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, articolo 14, commi 13-bis e 13-ter; decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articolo 193; decreto ministeriale 1 marzo 2019, n. 46. Estrazione o messa in sicurezza dei serbatoi dismessi: regole regionali e comunali.

Ti serve un'impresa?

Descrivi il tuo serbatoio: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.

Di' capacita' del serbatoio, cosa conteneva e quanto e' accessibile il punto: sono le tre cose che cambiano il preventivo.

Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

Anche approssimativo: serve a capire chi può prenderlo in carico.

La richiesta viene inoltrata alle imprese della zona. Nessun costo per te. Come trattiamo i dati.

Da leggere dopo