Salta al contenuto
Serbatoi Interrati

Serbatoi Interrati / Notizie

Pulire il serbatoio del gasolio di casa ancora in uso: quando togliere il fondo, chi lo fa e con quali carte

6 min di lettura

Il serbatoio quasi vuoto è il momento giusto per togliere acqua e morchie dal fondo. Lo fa un'impresa che aspira e porta via i residui come rifiuto, iscritta all'Albo gestori ambientali, con il formulario. Cosa esce, chi entra nel serbatoio e cosa chiedere nel preventivo.

Dettaglio di una superficie metallica corrosa

Sì, il fondo di un serbatoio di gasolio per riscaldamento si può far pulire senza dismetterlo, e il momento migliore è proprio quando è quasi vuoto: c'è meno prodotto da spostare e il fondo si raggiunge meglio. Lo fa un'impresa che aspira acqua, fanghi e residui e li porta via come rifiuto, con un'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali e un formulario che accompagna il carico.

Il caso tipico è questo: un serbatoio da circa duemila litri, quasi vuoto, che nessuno pulisce da dieci anni, e la voglia di «togliere un po' di fondo per precauzione». È una buona idea, e il momento è quello giusto.

Quanto è concentrato il mercato: province per numero di imprese in elenco
2-3 imprese18 prov.4-9 imprese70 prov.10 o più19 prov.

Nostra misurazione su 107 province coperte. Dice quante alternative hai davvero dalle tue parti prima di dover cercare fuori provincia. Aggiornato al 5 novembre 2026.

Cosa si accumula sul fondo, anche in un serbatoio sano

Un serbatoio respira. Quando il livello scende, dallo sfiato entra aria, e l'aria porta umidità che condensa sulle pareti fredde e cola in basso. L'acqua è più densa del gasolio, quindi resta sotto e non se ne va con i rifornimenti. Sulla linea fra acqua e combustibile proliferano microrganismi che producono una melma scura; intanto le frazioni meno stabili del gasolio invecchiano e formano sedimenti, che si depositano insieme alla ruggine delle pareti. Il risultato si chiama morchia: un fondo di acqua, fango e residui che non brucia e non dovrebbe arrivare al bruciatore.

Non serve un guasto perché succeda. Se però l'acqua è tanta, o entra a ogni temporale, il discorso cambia: da dove entra e cosa significa lo abbiamo spiegato a parte (Nel serbatoio c'è acqua: da dove entra, e perché cambia il preventivo della bonifica).

I segnali che il fondo sta lavorando contro la caldaia

I segnali sono pratici: il filtro del gasolio che si intasa più spesso di prima, il bruciatore che va in blocco, residui scuri o acqua trovati nel filtro durante la manutenzione della caldaia. Non dicono da soli quanto fondo c'è, ma dicono che qualcosa dal fondo sta arrivando all'impianto. E spiegano perché il serbatoio «quasi finito» e la pulizia vanno d'accordo: si gestisce quel poco che resta, si toglie il fondo, si riparte con un carico pulito invece di versare gasolio nuovo sopra la morchia.

Chi può farlo, e perché non lo si fa da sé

Quello che esce dal fondo è un rifiuto: l'articolo 183 del decreto legislativo 152/2006 definisce rifiuto qualsiasi sostanza di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o l'obbligo di disfarsi. E nell'elenco europeo dei rifiuti la famiglia 16 07, «rifiuti della pulizia di serbatoi e di fusti per trasporto e stoccaggio (tranne 05 e 13)», comprende la voce 16 07 08*, «rifiuti contenenti olio»; i residui di combustibili liquidi hanno invece la famiglia 13 07, con la voce 13 07 01*, «olio combustibile e carburante diesel». Quel «tranne 13» vuol dire che, se quello che esce è soprattutto gasolio, la voce giusta è nel capitolo 13. L'asterisco vuol dire rifiuto pericoloso. Quale codice si usa davvero lo stabilisce la classificazione del caso concreto, non il proprietario.

Per raccogliere e trasportare rifiuti serve l'iscrizione all'Albo gestori ambientali: lo dice l'articolo 212, comma 5. Per i rifiuti speciali pericolosi la categoria è la 5 del decreto ministeriale 120/2014, raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Il trasporto viaggia con il formulario di identificazione dell'articolo 193, che riporta produttore, tipo e quantità del rifiuto e impianto di destinazione. Come si controlla un'iscrizione lo trovi in Come verificare in cinque minuti che l'impresa sia iscritta all'Albo gestori ambientali, e cosa vuol dire firmare il formulario in Il formulario del rifiuto: chi lo firma, e perché riguarda anche te che hai solo un giardino.

Un dettaglio che conviene chiarire prima: chi figura come produttore. Il comma 19 dello stesso articolo 193 considera i rifiuti delle attività di manutenzione prodotti presso la sede di chi svolge il lavoro. Se l'impresa inquadra la pulizia così, il rifiuto è suo e lo porta via a nome suo (per piccole quantità portate alla propria sede la norma ammette il documento di trasporto al posto del formulario); altrimenti il produttore sei tu, e una copia del formulario resta a te. Fatti dire per iscritto quale strada segue e quale documento ti lascia.

La scorciatoia delle taniche in macchina non regge. La legge esonera dal formulario il privato che porta i propri rifiuti urbani al centro di raccolta comunale, ma il centro accetta solo le frazioni previste dal decreto che lo disciplina e dal regolamento del Comune: chiedi al gestore prima, non presentarti al cancello. E versare il fondo nel terreno, in un fosso o in un tombino è vietato: l'articolo 192 vieta l'abbandono di rifiuti nel suolo e l'immissione nelle acque, e l'obbligo di rimuovere e ripristinare può coinvolgere anche il proprietario dell'area, se ha colpa.

Aspirare da fuori o entrare: due lavori diversi

Il fondo si può aspirare dal passo d'uomo o dal bocchettone, senza che nessuno entri. Se invece le morchie sono attaccate alle pareti e qualcuno deve calarsi dentro, quello è un ambiente confinato: l'articolo 66 del decreto legislativo 81/2008 vieta l'accesso dei lavoratori in recipienti dove possano esserci gas pericolosi senza aver prima accertato l'assenza di pericolo, e il DPR 177/2011 stabilisce che quei lavori li svolgono solo imprese qualificate. Gli obblighi del committente previsti dallo stesso decreto, come la giornata di informazione, riguardano il datore di lavoro che affida il lavoro nella propria azienda, non il privato; resta il fatto che entra solo chi è qualificato. I dettagli in Spazi confinati e DPR 177/2011: perché dentro un serbatoio non entra chiunque.

Il gasolio che resta, e la differenza con la bonifica

Se nel serbatoio c'è ancora gasolio pulito, si può separare dal fondo e rimettere nel serbatoio una volta pulito: non diventa rifiuto finché nessuno se ne disfa. Quando invece è invecchiato o mescolato all'acqua, il discorso è quello di Il serbatoio è pieno a metà: quel gasolio è un rifiuto o si può ancora usare.

Pulire non è dismettere. Qui il serbatoio torna in esercizio; nella bonifica si svuota per sempre, si lava, si rende inerte o si estrae, e le regole su cosa fare dopo sono in gran parte regionali e comunali, comprese quelle sulla denuncia del serbatoio dove esistono. Se stai pensando di chiudere con il gasolio, parti da Ho un serbatoio interrato che non uso più: da dove si comincia davvero.

Domande frequenti

Quando conviene far pulire il serbatoio? Quando è quasi vuoto: c'è meno prodotto da gestire e il fondo è raggiungibile.

Posso togliere io il fondo con una pompa? No: è un rifiuto, quasi sempre pericoloso, da affidare a un'impresa iscritta all'Albo, e non si scarica né si abbandona.

L'impresa deve entrare nel serbatoio? Non sempre. Se entra, deve essere qualificata secondo il DPR 177/2011.

Il gasolio buono va buttato? No, se è ancora in buono stato si può separare e rimettere nel serbatoio pulito.

Cosa chiedere nel preventivo

Prima di chiamare, annota capacità del serbatoio, litri rimasti, se è interrato o fuori terra, dov'è il passo d'uomo e quando è stato pulito l'ultima volta. Nel preventivo chiedi la visura di iscrizione all'Albo con categorie e scadenza, i codici dei rifiuti previsti, l'impianto di destinazione, se qualcuno entrerà nel serbatoio e con quale qualifica, e chi risulterà produttore sul formulario. Poi usa il modulo in fondo alla pagina: la richiesta arriva alle imprese della tua provincia che fanno bonifica e pulizia di serbatoi. Nessun costo e nessun impegno.

Fonti: decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articoli 183, 192, 193 (commi 1, 7 e 19) e 212 (comma 5), testo vigente consultato su Normattiva il 20 ottobre 2026; elenco europeo dei rifiuti (allegato D alla parte quarta, decisione 2014/955/UE), voci 13 07 01* e 16 07 08*; decreto del Ministro dell'ambiente 3 giugno 2014, n. 120, articolo 8, su Normattiva; DPR 14 settembre 2011, n. 177, articoli 1, 2 e 3, su Normattiva; decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 66, su Normattiva. Classificazione e codice del rifiuto dipendono dal caso concreto e sono responsabilità del produttore e del gestore autorizzato.

Ti serve un'impresa?

Descrivi il tuo serbatoio: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.

Di' capacita' del serbatoio, cosa conteneva e quanto e' accessibile il punto: sono le tre cose che cambiano il preventivo.

Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

Anche approssimativo: serve a capire chi può prenderlo in carico.

La richiesta viene inoltrata alle imprese della zona. Nessun costo per te. Come trattiamo i dati.

Da leggere dopo