Salta al contenuto
Serbatoi Interrati

Serbatoi Interrati / Guide

Chi può entrare in un serbatoio interrato, e perché non è un lavoro da scavatore

La fase che il proprietario non vede è quella con il regolamento più severo: cosa deve avere l'impresa che apre e svuota il manufatto.

Autogru solleva un vecchio serbatoio interrato arrugginito dallo scavo nel cortile di un casale, due operai lo guidano con le funi

Di tutto l'intervento, la parte che il proprietario guarda meno è un uomo che scende dentro il manufatto attraverso il passo d'uomo e sparisce alla vista per qualche minuto. Lo scavo si vede, il camion si vede, quel momento no. Ed è esattamente il momento per cui esiste un regolamento tutto suo, che pretende dall'impresa una qualificazione specifica e le impone di avere già scritto, prima di far entrare qualcuno, come lo si tira fuori.

La regola più concreta è anche la più vecchia. L'articolo 66 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 vieta di consentire l'accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili dove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l'assenza di pericolo per la vita e l'integrità fisica, ovvero senza previo risanamento dell'atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. E aggiunge una frase che vale più di un corso: l'apertura di accesso deve avere dimensioni tali da consentire l'agevole recupero di un lavoratore privo di sensi. Il problema non è entrare, è uscire quando non sei più in grado di collaborare.

Sopra quell'articolo sta il DPR 14 settembre 2011, n. 177, che disciplina la qualificazione di chi opera negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. L'articolo 2 dice che queste attività possono essere svolte unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati, ed elenca in che cosa consiste la qualificazione: personale in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro con esperienza almeno triennale su questo tipo di lavori, esperienza che devono avere per forza anche i preposti; informazione e formazione specifiche di tutto il personale, oggetto di verifica di apprendimento e di aggiornamento; dispositivi, strumentazione e attrezzature idonei con addestramento al loro uso; e, sul piano contrattuale, regolarità del DURC e applicazione integrale della contrattazione collettiva di settore.

L'articolo 3, comma 3, aggiunge il pezzo che nessuno chiede mai di vedere: durante tutte le fasi deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a ridurre al minimo i rischi di queste attività, comprensiva della eventuale fase di soccorso e del coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del fuoco. Comprensiva della fase di soccorso: prima di far scendere qualcuno, deve essere già scritto chi si chiama e come lo si recupera. Il comma 4 chiarisce la posta in gioco: il mancato rispetto del regolamento fa venir meno la qualificazione stessa per operare nel settore.

C'è però una distinzione che conviene conoscere, perché evita sia di farsi vendere adempimenti inesistenti sia di credersi fuori da tutto. L'articolo 1, comma 3, precisa che gli obblighi dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 3, commi 1 e 2 — il divieto di subappalto non autorizzato e certificato, l'informazione puntuale ai lavoratori prima dell'accesso in un tempo non inferiore a un giorno, la nomina di un rappresentante del committente che vigili sul coordinamento — operano quando a commissionare il lavoro è un datore di lavoro dentro la propria azienda o unità produttiva. Un privato che fa togliere la propria cisterna non è un datore di lavoro, quindi quella parte formalmente non lo riguarda. La qualificazione dell'articolo 2, comma 1, e la procedura dell'articolo 3, comma 3, invece valgono sempre.

Nulla di tutto questo dipende dalle dimensioni. Un manufatto svuotato non è un manufatto sicuro: i vapori restano, e in un volume chiuso l'atmosfera può essere povera di ossigeno, tossica o esplosiva senza che nulla lo faccia capire da fuori. Non esiste una soglia di contenitore abbastanza piccolo da uscire dal regolamento, e questa è una delle poche voci in cui una differenza di prezzo fra due offerte si spiega da sola.

La domanda da fare non è «ma è pericoloso?», perché a quella rispondono tutti allo stesso modo. È: siete qualificati ai sensi del DPR 177/2011, me lo attestate per iscritto, e mi fate vedere la procedura di lavoro e di emergenza che userete su questo manufatto? Alla seconda domanda risponde solo chi può.

Fatti fare un preventivo

Descrivi la situazione: la leggiamo noi e la giriamo alle imprese della tua provincia. Nessun costo, nessun impegno.

Di' capacita' del serbatoio, cosa conteneva e quanto e' accessibile il punto: sono le tre cose che cambiano il preventivo.

Facoltativo, ma con il numero ti richiamano lo stesso giorno.

Anche approssimativo: serve a capire chi può prenderlo in carico.

La richiesta viene inoltrata alle imprese della zona. Nessun costo per te. Come trattiamo i dati.

Altre guide